
un libro e un figlio "in sequenza casuale"
L'autore di questo libro è Massimiliano Verga, sociologo milanese. Racconta della sua esperienza di padre di Moreno,un bambino con un grave handicap cerebrale sviluppato pochi giorni dopo la nascita, e che oggi ha otto anni. È un libro “forte” non solo per il contenuto, ma anche per l’approccio sincero e senza reticenze - "con parole che di solito non si dicono"- con cui il padre racconta le sue sensazioni e il modo con cui vive questa esperienza.
Oltre ad essere apprezzato, è stato un approccio criticato e discusso proprio perchè spiazza. Ma a mio avviso non è proprio così; è la testimonianza che i grandi dolori portano alla necessità di comunicarlo, condividerlo, a suo modo, con gli altri. Le tante critiche, io personalmente, le voglio definire "falso perbenismo". Un libro crudo e insieme intenso. L'atto d'amore di un padre per il figlio disabile.
Con questo libro, l'autore ci fa entrare nella sua vita quotidiana cosi da farci capire quanto si può essere arrabbiati, smarriti, angosciati e allo stesso tempo felici comunque, perchè questi ragazzi, anche se non sono come gli altri, ti possono trasmettere gioia, calore e affetto se pure con molta difficoltà.
Duro e disperato quando scrive: «Sei insopportabile. Preferirei masticare la sabbia piuttosto che sentirti. Anche dei chiodi nelle mutande sono più piacevoli della tua voce. Quando urli così non ho scelta. O ti sbatto in camera e chiudo la porta, oppure ti prendo a sberle. Quasi sempre finisci in camera. La ritengo una conquista». Ma c'è un senso di resa quando ammette: «Moreno incarna l'idea del figlio che nessuno vorrebbe avere».
Tutta la lacerazione del cuore paterno si legge nelle pagine finali del libro, dedicate a Jacopo e Cosimo(gli altri 2 figli): «È inutile dirvi che devo pensare innanzitutto a Moreno, per il "dopo". Quelle quattro noccioline che avrò messo da parte, dovrò metterle nelle sue tasche, perché lui non potrà raccoglierne altre. Voi sì». E ancora, il testamento: «Per me voi siete liberi. Non vi passerò per forza le responsabilità che non siete tenuti ad assumervi... Quando sarò costretto a fermarmi, se sarà ancora al mio fianco, Moreno dovrà prendere la mano di qualcun altro per proseguire. Se non sarà la vostra, vi chiedo soltanto di trovarne un'altra».
La verità è che non siamo abituati a una testimonianza che ci inchioda alla nostra fortuna di persone «sane».
«Che cosa è la disabilità puoi saperlo soltanto se hai un figlio handicappato»
«Con Moreno è come camminare in un prato pieno di margherite: non sai dove mettere i piedi, per paura di schiacciarle».
A me il libro è piaciuto molto! A differenza di tanti altri libri che ci propongono una retorica di buoni valori, qui si manifesta quella forte impotenza che prova un padre, quasi come un odio per la distanza tra il genitore e la disabilità,non dal figlio.
Ed è per questo che rientra nella lista dei miei libri preferiti. :)

Nessun commento:
Posta un commento