lunedì 19 novembre 2012

Intervento alla manifestazione della CGIL del 14  Novembre 2012 di una giovane precaria appartenente al movimento delle persone con disabilità.

E’ particolarmente importante, per tutti noi, persone con disabilità e normodotati di Napoli e della Campania, essere presenti in questa manifestazione  CONTRO L’AUSTERITA’, PER CHIEDERE LAVORO E PIU’ SOLIDARIETA’.
Questa manifestazione non è una manifestazione qualunque, è una manifestazione che unisce tutta l’Europa in un grande movimento di lotta contro il “rigore”, tanto ottuso, quanto crudele, perché colpisce solo i più deboli
I più deboli:persone che non rientrano nel cosiddetto concetto di normalità esclusi dalla società, stigmatizzati e negati del minimo giuridico basilare; i più deboli coloro che desiderano esprimere la propria voce e la propria indipendenza e non riescono ad esprimere la propria voce perché invisibili.
Come persone con disabilità abbiamo partecipato alla grande manifestazione di Roma del 31 ottobre: “Cresce il Welfare, cresce l’Italia” in cui abbiamo sostenuto con forza le ragioni del mondo sociale e di tutti i disabili. Stanchi di politiche clientelari ed assistenziali.

In Europa i disabili sono oltre 50 milioni di persone e le politiche a loro sostegno sono diverse da paese a paese.
In Italia, i disabili, gli ammalati cronici e gli anziani non autosufficienti sono il 18% della popolazione, oltre dieci milioni di cittadini, e di questi solo 4 milioni e 700.000 godono di provvidenze pensionistiche ed assegni di accompagnamento.
Da questi pochi dati si capisce subito che la disabilità è lasciata alle cure delle famiglie, che si fanno carico, quasi sempre, di quello che lo Stato non fa, o fa molto male e con pochi soldi.
I disabili italiani, hanno subito in questi ultimi tre anni un attacco tanto violento, da rasentare il razzismo e la discriminazione.
Una campagna che si è svolta spesso nella indifferenza generale, o, cosa ancora più grave, con il consenso di molti, convinti da una campagna di stampa feroce, che i disabili sono tutti degli imbroglioni e falsi invalidi.
In questa piazza, vogliamo gridare con forza, che siamo persone perbene, che soffrono e lottano con dignità, ogni giorno, per costruire insieme un paese migliore.

Questo non è il rigore che ci aspettavamo, invece di colpire i ricchi evasori, di colpire la corruzione e la speculazione finanziaria, si sottopongono ad incredibili  vessazioni un intero popolo di disabili, colpevoli solo di essere persone che vogliono vivere in maniera onesta  e contribuire al progresso della società.

Sul fronte occupazionale la situazione è ancora più difficile, per non dire drammatica: è stato infatti evidenziato che l´80% circa dei disabili residenti nell’Unione Europea è disoccupato.
Un dato che parla chiaro: la disabilità va affrontata con un approccio globale con uno sguardo di insieme e con l’ottica della vita indipendente; bisogna perciò considerare non solo la riabilitazione fisica, psichica e neurologica ma anche dare importanza alla riabilitazione sociale e lavorativa dei disabili.
Il modello italiano è vecchio e basato fondamentalmente sulla assistenza e incentrato sulla delega alle famiglie, che sono costrette a sostenere tutto il disagio ed i costi umani ed economici per avere in casa un disabile.

Purtroppo, è proprio sul fronte dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità che l’Italia è ancora molto indietro. Il tasso di occupazione tra i disabili è veramente basso.  Solo 18 disabili su 100 lavorano e molti sono precari. In Campania, il dato scende al di sotto del 15%.
La situazione è veramente drammatica, perché ogni anno il numero dei disabili cresce in continuazione. Cresce per incidenti automobilistici, incidenti sul lavoro ed invecchiamento della popolazione. Occorre una diversa politica, per prevenire questo fenomeno, che non è dovuto solamente alla fatalità.

Tutti noi, che guardiamo lo svolgersi della vita dagli ultimi posti, ci rendiamo conto che i problemi sono difficili da affrontare per tutti; noi non chiediamo ne carità pelosa, ne cortese considerazione, ne attenzione pietistica; noi vogliamo essere riconosciuti come cittadini con uguali diritti ed uguali possibilità, noi vogliamo avere il rispetto che meritiamo come persone, perché rivendichiamo la nostra dignità con forza, chiediamo che la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità sia concretamente applicata, senza costringere nessuno a lotte estreme.
Se l’intera società, guardasse lo sviluppo, dal nostro punto di vista, dal punto di vista degli ultimi, ci si renderebbe conto che lo sviluppo è ben altra cosa da tutto quello che ci propongono e spesso non ci serve. Vogliamo il lavoro e la dignità, e con la CGIL continueremo a batterci, perché tutti abbiamo diritto ad una vita migliore di quella a cui oggi siamo costretti. 

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