Intervento alla manifestazione della CGIL del 14 Novembre 2012 di una giovane precaria
appartenente al movimento delle persone con disabilità.
E’ particolarmente importante,
per tutti noi, persone con disabilità e normodotati di Napoli e della Campania,
essere presenti in questa manifestazione
CONTRO L’AUSTERITA’, PER CHIEDERE LAVORO E PIU’ SOLIDARIETA’.
Questa manifestazione non è una
manifestazione qualunque, è una manifestazione che unisce tutta l’Europa in un
grande movimento di lotta contro il “rigore”, tanto ottuso, quanto crudele,
perché colpisce solo i più deboli
I più deboli:persone che non
rientrano nel cosiddetto concetto di normalità esclusi dalla società,
stigmatizzati e negati del minimo giuridico basilare; i più deboli coloro che
desiderano esprimere la propria voce e la propria indipendenza e non riescono
ad esprimere la propria voce perché invisibili.
Come persone con disabilità
abbiamo partecipato alla grande manifestazione di Roma del 31 ottobre: “Cresce
il Welfare, cresce l’Italia” in cui abbiamo sostenuto con forza le ragioni del
mondo sociale e di tutti i disabili. Stanchi di politiche clientelari ed
assistenziali.
In Europa i disabili sono oltre
50 milioni di persone e le politiche a loro sostegno sono diverse da paese a
paese.
In Italia, i disabili, gli
ammalati cronici e gli anziani non autosufficienti sono il 18% della
popolazione, oltre dieci milioni di cittadini, e di questi solo 4 milioni e
700.000 godono di provvidenze pensionistiche ed assegni di accompagnamento.
Da questi pochi dati si capisce
subito che la disabilità è lasciata alle cure delle famiglie, che si fanno
carico, quasi sempre, di quello che lo Stato non fa, o fa molto male e con
pochi soldi.
I disabili italiani, hanno subito
in questi ultimi tre anni un attacco tanto violento, da rasentare il razzismo e
la discriminazione.
Una campagna che si è svolta
spesso nella indifferenza generale, o, cosa ancora più grave, con il consenso
di molti, convinti da una campagna di stampa feroce, che i disabili sono tutti
degli imbroglioni e falsi invalidi.
In questa piazza, vogliamo
gridare con forza, che siamo persone perbene, che soffrono e lottano con
dignità, ogni giorno, per costruire insieme un paese migliore.
Questo non è il rigore che ci
aspettavamo, invece di colpire i ricchi evasori, di colpire la corruzione e la
speculazione finanziaria, si sottopongono ad incredibili vessazioni un intero popolo di disabili,
colpevoli solo di essere persone che vogliono vivere in maniera onesta e contribuire al progresso della società.
Sul fronte occupazionale la
situazione è ancora più difficile, per non dire drammatica: è stato infatti
evidenziato che l´80% circa dei disabili residenti nell’Unione Europea è
disoccupato.
Un dato che parla chiaro: la
disabilità va affrontata con un approccio globale con uno sguardo di insieme e
con l’ottica della vita indipendente; bisogna perciò considerare non solo la
riabilitazione fisica, psichica e neurologica ma anche dare importanza alla
riabilitazione sociale e lavorativa dei disabili.
Il modello italiano è vecchio e
basato fondamentalmente sulla assistenza e incentrato sulla delega alle
famiglie, che sono costrette a sostenere tutto il disagio ed i costi umani ed
economici per avere in casa un disabile.
Purtroppo, è proprio sul fronte
dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità che l’Italia è ancora
molto indietro. Il tasso di occupazione tra i disabili è veramente basso. Solo 18 disabili su 100 lavorano e molti sono
precari. In Campania, il dato scende al di sotto del 15%.
La situazione è veramente
drammatica, perché ogni anno il numero dei disabili cresce in continuazione.
Cresce per incidenti automobilistici, incidenti sul lavoro ed invecchiamento
della popolazione. Occorre una diversa politica, per prevenire questo fenomeno,
che non è dovuto solamente alla fatalità.
Tutti noi, che guardiamo lo
svolgersi della vita dagli ultimi posti, ci rendiamo conto che i problemi sono
difficili da affrontare per tutti; noi non chiediamo ne carità pelosa, ne
cortese considerazione, ne attenzione pietistica; noi vogliamo essere
riconosciuti come cittadini con uguali diritti ed uguali possibilità, noi
vogliamo avere il rispetto che meritiamo come persone, perché rivendichiamo la
nostra dignità con forza, chiediamo che la Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità sia concretamente applicata, senza costringere nessuno a
lotte estreme.
Se l’intera società, guardasse lo
sviluppo, dal nostro punto di vista, dal punto di vista degli ultimi, ci si
renderebbe conto che lo sviluppo è ben altra cosa da tutto quello che ci
propongono e spesso non ci serve. Vogliamo il lavoro e la dignità, e con la
CGIL continueremo a batterci, perché tutti abbiamo diritto ad una vita migliore
di quella a cui oggi siamo costretti.
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